La tipologia di ammortamento più usata anche nel nostro paese è quella detta alla Francese, ma a questa si affiancano altri tipi come l’ammortamento italiano e quello anglosassone. Tra tutti quello italiano è invece il più ‘comodo’ da utilizzare (con l’impiego di una formula estremamente semplice), il che lo rende un sistema molto usato nel caso dei prestiti o dei mutui tra privati, parenti, amici, ecc.
Ciò che caratterizza l’ammortamento italiano o all’italiana è che la quota capitale è costante nel tempo. Quindi, ad esempio, nel caso di un mutuo o un prestito con durata di 5 anni e di 10 mila euro, si prende il monte capitale e si divide per il numero di rate, che per questioni di semplicità, supponiamo siano coincidenti con l’anno (cioè 1 rata all’anno per un totale di 5 anni). Ciascuna quota capitale rimborsata sarà di 2 mila euro. Ovviamente (a meno di un prestito infruttifero) alla quota del capitale si deve aggiungere la quota degli interessi. Questi sono calcolati con una formula altrettanto semplice. Poniamo come ipotesi che il tasso sia del 5%. Quindi:
Con l’ammortamento italiano la quota capitale è costante per cui la rata rimborsata complessiva è decrescente, per la progressiva riduzione degli interessi. Invece in quello alla francese, la rata è complessivamente costante, con la quota capitale che cresce e quella degli interessi che decresce nel corso del tempo. Quindi su un piano di mera convenienza, quello italiano porta a un rimborso di interessi minore, in quanto permette di rimborsare il capitale più velocemente, e per il calcolo degli interessi composti quindi risulterà meno oneroso rispetto a quello alla francese.
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